Lago Di Viverone

Lago di origine glaciale, formatosi durante l’era quaternaria è situato a 8 Km da Palazzo Canavese.

Il suo perimetro è di 10,5 Km. ed ha una profondità massima di circa 70 mt.

Oltre che un’importante risorsa turistica, il lago è un sito archeologico di grande interesse e dichiarato patrimonio UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

Il sito, protetto dalle acque a una profondità tra i 2 e i 3m, situati tra Viverone e Azeglio in corrispondenza del confine tra le province di Biella e Torino, a 70 m dall’unico emissario artificiale del lago, in un’area di paludi, prati e pioppeti, è costituito dalle parti inferiori di oltre 5.000 pali che sorreggevano le strutture di un grande villaggio dalla planimetria di forma circolare, di circa 70 m di diametro è risalente all’età del bronzo.

E’ stata ritrovata una grande quantità di reperti soprattutto spade, asce, spilloni e altri ornamenti femminili. I reperti sono conservati presso il Museo di Antichità di Torino e il Museo del Territorio Biellese.

Le sue acque balneabili sono costantemente monitorate dagli enti di vigilanza (ARPA) lo rendono uno specchio d’acqua ambito per gli sport acquatici come: nuoto, vela, sci nautico, wakebord, canoa, ecc.

Per tutti gli amanti della natura le sue rive sono percorribili a piedi o con mountain bike.

Raggiungibile a solo 70 km. da Milano o da Torino con autostrada A4.

SITO WEB

Escursioni, cultura

Il lago di Viverone è situato in una posizione strategica che permette escursioni mozzafiato nella natura e turismo culturale.

Potrete accarezzare con lo sguardo le montagne, le verdi colline, l’anfiteatro morenico della Serra e farvi catturare dalle bellezze dei castelli di Mazzè e Masino, dal medievale Recetto di Candelo, dalla sacralità del Santuario di Oropa, dalla naturalistica Oasi Zegna, dalla riserva naturale Parco della Burcina, dalla riserva speciale la Bessa, dalla Val Chiusella e da tante altre meraviglie offerte dal territorio.

A meno di un’ora d’auto è anche possibile raggiungere la Valle d’Aosta per ammirare il Cervino dove si può sciare anche in estate e il Monte Bianco con la sua nuova funivia dei ghiacciai “Sky Way Monte Bianco” una meraviglia tecnologica considerata un’opera di ingegneristica di assoluta rilevanza mondiale.

SITO WEB

Attività sportive

Arrampicata K3 • Montestrutto • Parco Avventura Veglio-Biella • Parco Avventura Candia • Paracadutismo • Mountain Bike • Go Kart

Enogastronomia

Il Canavese è ricco di specialità del territorio da degustare, cantine, agriturismi, spacci, permettono di far scoprire i gusti e i sapori dei Vini : Bianchi, Rossi, Passiti, grappe, accompagnati da marmellate, conserve, dolci, formaggi, e carni derivate da bovini allevati con alimenti naturali. Il Canavese è ricco di specialità tipiche da degustare, per questo la presenza di spacci, cantine ed agriturismi in zona permettono di scoprire i sapori di questi prodotti tradizionali quali vini Erbaluce, Rossi, Passito, salumi, formaggi, conserve e marmellate e dolci. Saremo lieti di consigliarvi tra i numerosi agriturismi e ristoranti in zona.

Shopping

La vicinanza a città come Biella, Torino, Milano, permettono oltre alla visita della città, la possibilità di acquistare marche prestigiose come: Ermenegildo Zegna, Cerruti, Loro Piana, ecc. inoltre è facilmente raggiungibile Outlets a Vicolungo – Autostrada Torino-Milano.

Biella

Una città antica

Biella

Biella (Bièla in piemontese) è un comune italiano di 44.998 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia nel Piemonte settentrionale.
La città è situata ai piedi delle Alpi Biellesi, e la sua esistenza è attestata sin dall’alto Medioevo. Dominata in seguito dai vescovi di Vercelli, nel 1379 passò ai Savoia. Nel corso dell’Ottocento Biella conobbe un grande sviluppo urbanistico e industriale, divenendo presto nota per le sue industrie tessili.

Numerose sono le testimonianze storiche e artistiche del suo passato; tra le più importanti si ricordano il battistero, la cattedrale, il campanile di Santo Stefano e numerose ville e palazzi.

Il Piazzo, borgo medioevale che costituisce la parte alta di Biella, è considerato il cuore della città e fino al XIX secolo era sede del municipio. All’interno del borgo si possono ammirare spunti architettonici tipicamente medioevali come piazza Cisterna e la duecentesca chiesa di San Giacomo. Il borgo è collegato al resto della città con numerose coste e salite medioevali, ma vi si può accedere più comodamente utilizzando la funicolare.

Biella è stata negli anni finali della seconda guerra mondiale un centro vitale per la realizzazione dei macchinari della Piaggio che aveva trasferito nella città piemontese, da Pontedera, i propri stabilimenti, a rischio a causa dei bombardamenti verso le truppe della Germania nazista in fuga verso il nord. È stato qui che nel 1944 venne progettato il prototipo progenitore della “Vespa“, il “Paperino”, da cui negli anni seguenti sarebbe derivato uno dei modelli più diffusi di motoscooter.

Il Parco della Burcina

Un parco unico nel suo genere a soli 20 minuti da Viverone

Parco della Burcina

La Riserva naturale speciale del Parco Burcina – Felice Piacenza è un’area boschiva protetta di circa 57 ettari istituita nel 1980 con legge della Regione Piemonte e ubicata fra i comuni di Pollone e Biella. Il Comune di Biella è proprietario di quasi tre quarti dell’intera superficie.
L’escursione altimetrica varia dai 570 agli 829 metri sul livello del mare.

La riserva sorge sul colle, o bric, Burcina e si occupa della tutela delle caratteristiche naturali, ambientali e paesaggistiche della zona. Più specificatamente cura la valorizzazione delle attività della riserva stessa, oltre che della promozione dell’attività scientifica, culturale e didattica del luogo con un’attività che interessa il mondo della scuola.

La sua gestione è affidata ad un apposito ente autonomo.

Costruito a imitazione dell’opera della natura, il parco è raggiungibile attraverso le principali vie di comunicazione che conducono a Biella. Dal parco della Burcina – come viene semplicemente chiamato – è possibile osservare un panorama a centottanta gradi che si estende dal complesso collinare morenico della Serra di Ivrea fino alla pianura del biellese in direzione del Canavese (Torino) e delle risaie del vercellese.

Il parco è fornito di tre varchi di accesso: uno alla base, uno a media altura ed uno nella parte più alta. Interamente pedonalizzato (l’accesso in auto ai disabili è consentito nella sola giornata del giovedì), è conosciuto in tutto il mondo per la sua eccezionale conca dei rododendri, a cui sono riservati circa due ettari su cinquantasette del complesso e la cui massima fioritura si ha nei mesi di maggio e giugno.

Il Santuario di Oropa

Famoso per la Madonna nera

Santuario di Oropa

Il santuario di Oropa è un santuario mariano – dedicato alla Madonna Nera – situato una dozzina di chilometri a nord della città di Biella, a circa 1.159 metri di altitudine, in un anfiteatro naturale di montagne che circondano la sottostante città e fanno parte delle Prealpi biellesi.

Il santuario comprende oltre, ad un Sacro monte (il Sacro Monte di Oropa), la chiesa originaria sorta sulla base di un antico sacello ed il santuario attuale vero e proprio dotato di diverse strutture destinate all’ospitalità di fedeli e turisti.

Dal santuario è possibile raggiungere il rifugio Savoia (quota 1900 m circa) e da qui, in pochi minuti, il Lago del Mucrone sul monte omonimo. Una cabinovia fino al 2012 arrivava alla cima del monte Camino, a circa 2.400 metri di altitudine.

Nel marzo del 1957 papa Pio XII l’ha elevato alla dignità di basilica minore.

Patrimonio dell’umanità
Come parte del sistema dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, il Sacro Monte di Oropa è stato dichiarato nel 2003 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Il Santuario di Graglia

Un grandioso progetto datato 1616

Santuario di Graglia

Il Sacro Monte di Graglia è una località prealpina situata a Graglia, in provincia di Biella, in Piemonte, a pochi chilometri a ovest del capoluogo di provincia. Si trova a valle della più maestosa cima del Mombarone, quasi al confine con la Valle d’Aosta; ospita principalmente il Santuario omonimo (690 metri s.l.m.), dedicato alla Madonna Nera e collegato al culto della Nostra Signora di Loreto, nelle Marche. Fa quindi parte di quel sistema di complessi devozionali prealpini che caratterizzarono una diffusa religiosità popolare mariana e cristiana che si espresse tra il Piemonte e la Lombardia a partire dal XVI secolo circa, come, ad esempio, la rievocazione della Passione di Cristo nel vicino paese di Sordevolo, o altre località simili come il Sacro Monte di Arona, il Sacro Monte di Oropa, il Sacro Monte di Varallo, il Sacro Monte di Ghiffa.
Graglia ospita altresì, in località Caruzza (1050 m s.l.m.), l’azienda d’imbottigliamento della sorgente d’acqua naturale Lauretana (1965).

La Baraggia Biellese

Un angolo d'Africa in Piemonte

La Baraggia

La Riserva naturale orientata delle Baragge raggruppa un insieme di territori del Piemonte destinati a riserva naturale regionale e sottoposti a vincoli di tutela.

Ne fanno parte:

L’area gode di particolari caratteristiche archeologiche, paesaggistiche, naturalistiche, floristiche e storiche e riguarda ventidue comuni di tre province: Biella, Vercelli e Novara.
Dieci sono le sub-aree interessate dalla macro-definizione.
Il territorio delle riserve naturali è prevalentemente pianeggiante o collinare, ideali per escursioni podistiche (trekking) o a cavallo oppure ancora in bicicletta.

La Bessa

La riserva dal paesaggio lunare

La Bessa

La Riserva naturale speciale della Bessa, istituita nel 1985, è situata nel Piemonte settentrionale, allo sbocco della Valle d’Aosta e alla base delle pendici meridionali delle Alpi Biellesi, in provincia di Biella.
E’ una collina morenica, sulla Serra, che si snoda a nord est dal lago di Viverone, dividendo il Biellese dal Canavese.

Fa parte della Riserva naturale orientata delle Baragge e si estende per 7,5 km².

Secondo un’antica leggenda, gli antichi romani sfruttarono come schiavi gli abitanti dell’attuale territorio di biellese al fine di raccogliere l’oro presente nella Bessa. Ma venne il giorno in cui, stanchi di non essere pagati, gli schiavi iniziarono a prelevare giorno per giorno parte del raccolto d’oro. Essi fusero poi l’oro prelevato per creare una statuetta a forma di cavallo. Tale statuetta sarebbe ancora nascosta in mezzo alle pietraie della Bessa.

Il ricetto di Candelo

Un borgo, un anfiteatro, un castello in miniatura

Ricetto di Candelo

Il ricetto è in genere una struttura fortificata protetta all’interno di un paese dove si accumulavano i beni (foraggi, vini etc) del signore locale o della popolazione e dove, occasionalmente, si ritirava la popolazione stessa in caso di attacchi dall’esterno.
Il ricetto di Candelo è uno degli esempi meglio conservati di questo tipo di struttura medievale presente in diverse località del Piemonte ed in alcune zone dell’Europa centrale. Sorge nel comune di Candelo, in provincia di Biella.

Al pari di altri ricetti, quello di Candelo non risulta essere mai stato destinato a uso di stabile abitazione. Tuttavia, al pari di altri – per le sue origini economiche, storiche, collettive e democratiche – è stato oggetto di approfonditi studi storici ed architettonici.

In virtù della sua posizione, da esso si gode una vista panoramica sull’intero comprensorio delle Prealpi biellesi, a nord, e verso il Baraggione (vedi Riserva naturale orientata delle Baragge) in direzione sud.

Il ricetto di Candelo è stato set per le ripresedello sceneggiato televisivo RAI La freccia nera (interpretato da Arnoldo Foà e una esordiente Loretta Goggi) e del suo remake di Mediaset, del 2006, con il medesimo titolo de La freccia nera.

Nel borgo sono state girate poi sequenze di un altro sceneggiato televisivo: la parodia de I promessi sposi ad opera del trio Massimo Lopez, Anna Marchesini e Tullio Solenghi.

Le rue del borgo medioevale sono servite anche da sfondo, nel 2004, per le riprese di un’altra fiction di Rai1 riguardante la figura della Monaca di Monza, Virginia, la monaca di Monza.

Nel 2011 è stato anche il set per il film Dracula 3D di Dario Argento.

Castello di Masino

...e il suo labirinto di siepi.

Castello-di-Masino

Il castello di Masino, a Caravino, per dieci secoli fu la residenza principale dei conti Valperga di Masino. Fino al Rinascimento venne difeso da alte mura e imponenti torri di guardia, poi abbattute per far posto a monumentali e splendidi giardini di fattezze romantiche e tipiche dell’Italia aristocratica. L’intero edificio è letteralmente ricoperto da affreschi, mobili di raffinatissima fattura e sede d’un museo di carrozze settecentesche davvero straordinario. Attualmente il castello è gestito dal Fondo Ambiente Italiano ed è inserito nel circuito dei castelli del Canavese.

Oasi Zegna

Un progetto naturale ammirato anche all'estero

Oasi-Zegna

Il progetto dell’Oasi Zegna come ambiente comunicante si è sviluppato su due piani strettamente collegati tra loro: il contatto diretto con la natura (sport ecologici e soft tourism) e la promozione dell’educazione ambientale, grazie all’attività del Comitato Scientifico dell’Oasi, presieduto fino alla sua scomparsa dall’etologo Giorgio Celli e alla collaborazione, tra gli altri, con il Museo di Storia Naturale di Milano, con il quale è stata realizzata una collana di guide scientifico/divulgative.
Grazie alla particolare conformazione naturale del territorio e la notevole dotazione di infrastrutture eco-compatibili, l’Oasi Zegna è un laboratorio all’aria aperta e luogo dove praticare, tutto l’anno, una serie di attività dedicate al tempo libero e allo sport – escursionismo, trekking d’altura, mountain bike, equitazione, palestra di roccia, percorsi avventura sugli alberi (treeclimbing), aquilonismo e sport invernali, tutte concepite nel pieno rispetto degli ecosistemi. L’accoglienza è garantita da numerose strutture come alberghi, ristoranti e aziende agrituristiche, che offrono cibo e ospitalità tipici della tradizione della montagna.

Il Forte di Bard

La rocca imponente della Val d'Aosta

Forte-di-Bard

Il forte di Bard  è un complesso fortificato fatto riedificare nel XIX secolo da Casa Savoia sulla rocca che sovrasta il borgo di Bard, in Valle d’Aosta.
Dopo un lungo periodo di abbandono, il forte è stato totalmente restaurato con interventi ispirati al design e al recupero conservativo: è stato aperto ai visitatori nel gennaio 2006. Attualmente ospita esposizioni di arte antica, moderna, contemporanea e di fotografia. Il Forte è inoltre sede di tre percorsi permanenti: Il museo delle Alpi, Alpi dei ragazzi e Le prigioni, oltre a un quarto in corso di completamento (Il museo del Forte).
Nel cortile interno principale si svolgono nel periodo estivo rappresentazioni musicali e teatrali. Oltre alle attività didattiche il Forte ospita dei propri format come per esempio I colloqui del Forte di Bard, Napoleonica, Meteolab, oltre a eventi sportivi come il MonterosaWalserUltraTrail eForteight. Il Forte è attrezzato con caffetteria, ristorante, sale congressi multimediali, bookshopinfolounge, wifi in molte aree; ospita anche un albergo.

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